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Nel frattempo, continua a accumulare presenze nel tubo catodico: riprende con i film tv grazie a Azzurro profondo (1993), Nemici intimi (1994), La Bibbia David (1997), Bella Mafia (1997, con la Redgrave e la Kinski) e con le miniserie come Desideria e l’anello del drago (1994), Il ritorno di Sandokan (1996), La Sacra famiglia (2006), Deserto di fuoco (1997, con Vittorio Gassman), Nessuno escluso (1997), Il tesoro di Damasco (1998), Gli angeli dell’isola verde (2001) e Crociati (2001).Inaspettatamente nel 2001, vince anche il disco d’oro con il brano “Girotondo Rap” scritto ed eseguito con Dj Roberto Onori, il cui incasso andò alla fondazione Don Bosco di Tivoli e, sempre improvvisamente, si lancia anche nella carriera di regista, firmando la sua opera prima Forever Blues (2005), tratto da un testo teatrale di Enrico Bernard e con Minnie Minoprio. Ma torna poi repentino alla recitazione sul grande schermo con l’ex divo di Miami Vice Don Johnson in Bastardi (2008).Il ritorno in ItaliaIl 2011 è l’anno del film drammatico Rasputin, nel quale recita accanto a Francesco Cabras e Daniele Savoca, per la regia di Louis Nero. Dopo un’incursione in Django Unchained di Tarantino, lavora nel 2016 nel film di Alfonso Bergamo sul caso di Carmelo Zappulla Il ragazzo della Giudecca.Interprete personale e intimo, dalla carriera palesemente variegata, il suo nome ha un luogo immediatamente riconoscibile nell’immaginario collettivo cinematografico di tutti noi.

Per rimuovere i tatuaggi esistono laser di altissima qualità, i Pico laser o gli Ultrashort laser, caratterizzati dall’emissione d’impulsi luminosi ad alta potenza e di brevissima durata, spiega Pier Luca Bencini, dermatologo e direttore scientifico Iclid Milano. Questi laser, rispetto ai Q Switched, emettono impulsi più brevi, picosecondi che determinano un aumento dell’onda d’urto della luce sull’inchiostro con un impiego minore di energia. Il risultato è la diminuzione degli effetti collaterali, soprattutto in presenza di tatuaggi che richiedono un maggior numero di sedute..

Icona del marchio è il cappotto. Proposto nel 1981 da Anna Marie Beretta, il doppiopetto in beaver di lana e cashmere, il 101801 dal codice modello della prima produzione, è ancor oggi considerato un capo cult in tutto il mondo. Understatement, accuratezza sartoriale, linee rigorose e tessuti di grande qualità sono l’essenza di questo impero del prt à porter che, da sempre, interpreta l’arte del vestire in senso realistico e attuale, in dialogo tra la classicità e le nuove tendenze.

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